
Il ciclismo amatoriale italiano è un mondo ricco di passione e dedizione, ma presenta alcune criticità che meritano attenzione. Tra queste, la mancanza di meritocrazia e l’assenza di categorie di merito rappresentano due aspetti particolarmente rilevanti.
Mancanza di Meritocrazia
Nel ciclismo amatoriale italiano, non esiste la meritocrazia e la possibilità di confrontarsi realmente con gente del proprio livello. Questo significa che un ciclista può trovarsi a competere con avversari di età simile, ma con livelli di abilità molto diversi. Questa situazione può portare a competizioni sbilanciate e a una mancanza di stimoli per i ciclisti meno esperti o meno dotati fisicamente.
Inoltre, la mancanza di graduatorie, livelli e paragoni veritieri rende difficile per i ciclisti capire il proprio progresso e confrontarsi con gli altri in modo equo. Questo può portare a frustrazione e scoraggiamento, soprattutto per i ciclisti che stanno cercando di migliorare le proprie prestazioni.
Categorie di Merito
Un altro problema del ciclismo amatoriale italiano è l’assenza di categorie di merito. In Italia, le categorie sono basate sull’età, non sul livello di abilità. Questo significa che un ciclista può trovarsi a competere con avversari molto più forti o molto più deboli, a seconda della propria età e non delle proprie capacità.
Questa situazione è molto diversa da quella di altri paesi come gli Stati Uniti, il Regno Unito e l’Australia, dove il sistema amatoriale permette a chiunque di gareggiare con corridori di pari livello a prescindere dall’anno di nascita. In questi paesi, se un ciclista è forte, gareggia con chi ha il suo passo, se è meno forte, gareggia con quelli che hanno delle caratteristiche simili alle sua.
Negli Stati Uniti, il ciclismo amatoriale è gestito in modo molto diverso rispetto all’Italia. Il sistema ciclistico USA è considerato più democratico: un neo amatore si iscrive alla USAC (United States Cycling Federation) e inizia la sua “carriera” da ciclista partendo dalla Categoria 5, il livello più basso.
A mano a mano che il ciclista partecipa alle corse e accumula punteggi, può avanzare di categoria. Può passare alla Categoria 4, poi alla Categoria 3, alla Categoria 2, e infine raggiungere la Categoria, il livello più alto. Questo sistema di promozione basato su punteggi e presenze alle corse permette una competizione più equa e stimolante, poiché i ciclisti possono confrontarsi con avversari del loro stesso livello di abilità, indipendentemente dall’età.
La mancanza di meritocrazia e l’assenza di categorie di merito nel ciclismo amatoriale italiano rappresentano due sfide importanti per lo sviluppo di questo sport nel nostro paese. Per migliorare la situazione, potrebbe essere utile prendere in considerazione l’introduzione di graduatorie basate sul livello di abilità, piuttosto che sull’età, e la creazione di categorie di merito che permettano a tutti i ciclisti di competere in modo equo e stimolante.